Elettromagnetismo – parte II: campi elettromagnetici non nativi e criptocromi

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Due miliardi di anni fa, batteri magnetotattici formarono una particolare relazione con il campo magnetico terrestre. Grazie a particelle di materiale magnetico al loro interno, questi batteri furono in grado agire come l’ago di una bussola, e orientarsi lungo le linee magnetiche terrestri. Organismi più complessi svilupparono una dipendenza sempre maggiore dal campo magnetico terrestre.

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Carta dell’ intensità del campo magnetico terrestre nel 2015

Il corpo delle api contiene particelle di magnetite e studi di laboratorio hanno dimostrato che sono di fatto sensibili ai campi magnetici. Immergendo le api in un campo magnetico artificiale, è possibile persino influenzare il modo in cui costruiscono le loro case. Sembra anche logico che le api utilizzino i campi magnetici per orientarsi. Secondo Einstein: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.” Questa potrebbe non essere solo una speculazione. Il 70% delle coltivazioni mondiali è impollinata dalle api. Se le api non esistessero avremmo parecchi problemi a trovare piante selvatiche e dovremmo rivedere i nostri pilastri alimentari.

Nel 2006, accadde qualcosa di impensabile. Le colonie di api in tutto il mondo iniziarono a collassare, fenomeno definito Sindrome dello spopolamento degli alveari. Fino al 70% delle api scomparse nel giro di mesi. Nessuna spiegazione sembrava convincente, tranne una. Il dottor. Jochen Kuhn, prese otto alveari, poi piazzò un normale telefono cordless all’interno di quattro di essi. Lo scopo dell’esperimento era capire se la presenza del telefono influenzasse il ritorno delle api al loro alveare. I risultati furono piuttosto chiari. Negli alveari senza telefono, le api tornarono a dei tassi normali. In quelli con il telefono presente, le api non tornarono quasi affatto. In uno di essi nessun’ape tornò all’alveare.

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Il corpo delle api contiene magnetite, che le rende sensibili ai campi elettromagnetici

La ragione per la quale potete telefonare passeggiando per casa con il vostro telefono è che la base emette delle onde elettromagnetiche captate dal ricevitore. Questo è l’esatto meccanismo che permette alle torri telefoniche di comunicare con i vostri cellullari. La base di un cordless è fondamentalmente una versione in miniatura di una torre per telecomunicazioni. Se un’ape è affetta da quello che viene fuori dalla base di un cordless, certamente sarà affetta da quello che viene fuori da una torre. E con quattro miliardi di utilizzatori di cellulari nel mondo, ci sono parecchie torri.

Le capacità di percepire i campi magnetici delle api gli permette di orientarsi utilizzando le linee magnetiche terrestri. Un’abilità sviluppata nel corso di miliardi di anni. È possibile che una sensibilità così acuta possa essere disturbata anche dai più piccoli cambiamenti nell’ambiente elettromagnetico? Allora cosa dire di cambiamenti così radicali, come lo sviluppo delle tecnologie wireless, accaduto così rapidamente?

Ci sono anche altre specie sensibili ai campi magnetici, una sensibilità che le renderebbe vulnerabili ai campi elettromagnetici generati dall’uomo? La scoperta dei criptocromi, una classe di proteine sensibili ai campi magnetici, presenti in piante ed animali fa pensare proprio di sì. Di fatto tutte le forme di vita sono suscettibili alle alterazioni dei campi magnetici. Esamiamo queste proteine nel dettaglio.

criptocromo
Struttura di un criptocromo

I criptocromi furono scoperti negli anni ’90 nelle piante, dove hanno la funzione di assorbire la luce blu che è utilizzata per regolare la crescita. Successivamente, sono stati rintracciati in insetti, uccelli e mammiferi, inclusi gli umani, dove controllano il ritmo circadiano, inclusa la produzione di melatonina, grazie alla loro capacità di assorbire la luce blu negli occhi. Ma nel duemila, Thorsten Ritz, professore di fisica ed astronomia nell’Università della California dimostrò un ruolo ancora più straordinario dei criptocromi. In un esperimento sugli uccelli, il professore dimostrò che la capacità di orientarsi grazie ai campi magnetici viene direttamente dai criptocromi. La stessa molecola che controlla l’orologio biologico è responsabile della capacità di navigare degli uccelli. Si ipotizza che grazie ai criptocromi posti dietro gli occhi gli uccelli siano in grado letteralmente di vedere i campi magnetici. Nell’esperimento è stato dimostrato che campi magnetici artificiali (onde elettromagnetiche non native), anche a intensità molto basse, sono in grado di disturbare la migrazione degli uccelli, interferendo con l’orientamento spaziale.

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I pettirossi sono estremamente sensibili ai campi elettromagnetici

Le onde elettromagnetiche non native, quindi, senza ombra di dubbio hanno un effetto sui criptocromi anche a livelli di intensità bassi, livelli molto più bassi di quelli ritenuti “sicuri” dall’ ICNIRP, organismo non governativo, formalmente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si occupa di ricerca sul tema dei possibili effetti nocivi sul corpo umano dell’esposizione a radiazioni non ionizzanti.

Tutti gli studi sull’orientamento di diversi animali, scarafaggi, polli, pettirossi dimostrano che campi elettromagnetici  ben al di sotto della soglia di pericolo hanno un effetto distruttivo piuttosto significativo. Ci sono solide basi scientifiche per affermare che campi elettromagnetici artificiali disturbano l’habitat di un vasto numero di specie. Negli ultimi 25 anni, un elevato numero di specie che utilizza i campi elettromagnetici per orientarsi ha iniziato un misterioso declino: 109 specie di uccelli migratori artici hanno visto una drammatica riduzione in numero. 5 specie di farfalle si sono estinte in Inghilterra. 36 specie di uccelli costieri Australiani ha visto un declino nella popolazione del 75%. Il 10% delle farfalle nel mondo è sull’orlo dell’estinzione. Il 45% della popolazione degli uccelli comuni in Europa è in forte calo. Calo del 50% di tutte le farfalle di campo in Europa. Tutte le specie di farfalle Inglesi sono a rischio di estinzione. Il numero delle api si è ridotto fino al 70%. Il 62% degli uccelli migratori acquatici in Asia è in declino o estinto. 4 specie di api in America hanno visto la loro popolazione ridotta del 98%. 1 su 8 specie di uccelli è a rischio. 190 diverse specie di uccelli sono a rischio estinzione imminente.

Negli ultimi 25 il nostro ambiente ha visto un aumento di svariati milioni di volte in termini di energia elettromagnetica. Svariati milioni di volte. Questo enorme cambiamento ha effetto su tutto l’ecosistema e ha stravolto completamente i segnali naturali, compresa la risonanza di Schumann con la quale ci siamo evoluti per miliardi di anni. Ad oggi, misurare la frequenza di Schumann attorno alle città è diventato impossibile a causa dell’inquinamento elettromagnetico.

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Tutti i dispositivi wireless emettono onde elettromagnetiche non native

Qual è allora l’effetto sugli esseri umani? In alcuni esperimenti è stato dimostrato che inserendo dei criptocromi umani all’interno dei moscerini della frutta li rende sensibili ai campi magnetici. Questo dimostra che i criptocromi umani sono sensibili alle onde elettromagnetiche e possono percepire i campi elettromagnetici. Secondo altri esperimenti, gli esseri umani sono in grado di individuare i campi magnetici ed orientarsi di conseguenza, anche se inconsciamente. Un magnete posto vicino alla testa è in grado di impattare severamente su questa abilità, mostrando come questo sia un senso di carattere elettromagnetico. Se gli esseri umani sono in grado di percepire i campi elettromagnetici, allo stesso modo delle api, degli uccelli e delle farfalle, significa che anche noi siamo vulnerabili come loro alle frequenze artificiali? Cambiamenti nell’ambiente possono avere un effetto su di noi, come chiaramente hanno su di loro?

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Riferimenti

http://blogs.discovermagazine.com/notrocketscience/2011/06/21/humans-have-a-magnetic-sensor-in-our-eyes-but-can-we-see-magnetic-fields/

https://www.youtube.com/watch?v=h59ONN2hJ_k&t=861s

http://www.sciencemag.org/news/2016/06/maverick-scientist-thinks-he-has-discovered-magnetic-sixth-sense-humans

2 pensieri riguardo “Elettromagnetismo – parte II: campi elettromagnetici non nativi e criptocromi

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