Un grido di aiuto

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Su internet spopolano articoli del genere. Le persone amano leggere delle piccole cose che possono cambiare per migliorare la propria vita. La maggior parte di esse, dopo aver dato un’occhiata frugale, semplicemente non mette in atto nessuno di questi interventi. Ad onor del vero, questi titoli roboanti hanno ben poco a che fare col migliorare la vita. Niente che il buon senso non riesca ad ottenere se applicato diligentemente.

In fondo, tutti desiderano vedere dei cambiamenti positivi. Dallo stile di vita, al rapporto con gli altri, alla semplice perdita di peso. In realtà, quasi tutti si accontentano di non cambiare niente. Probabilmente non è così male la vita. Il primo principio della dinamica afferma che:

“Un corpo mantiene il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, finché una forza non agisce su di esso”

Le persone sono soggette alle stesse leggi della fisica. Affinché un cambiamento possa verificarsi, è necessaria una forza motrice. A stimolare la cascata di eventi che porta a cambiare la propria vita c’è, fondamentalmente, uno stato di necessita. C’è il bisogno di cambiare. Spesso il bisogno è preciso e il cambiamento è mirato. Quando qualcuno non si sente più a suo agio col suo corpo, potrebbe decidere di mettersi a dieta o iscriversi in palestra. Necessità, azione, cambiamento.

Per altri, il discorso è più ampio. Queste persone, partendo sempre da una specifica necessità, iniziano un percorso di cambiamento che abbraccia tutto. A differenza dei primi, raggiunto il traguardo, non smettono di esplorare. Questi, dopo aver visto in sé il seme delle possibilità, dopo aver capito chi possono essere nel futuro, rinunciano a chi sono oggi e iniziano un viaggio dalle ramificazioni più disparate. Quello che all’inizio sembrava il traguardo, è diventato punto di partenza. Questo è il percorso al quale mi piace riferirmi come crescita personale. Alla base resta il bisogno. Razionalmente, ogni nuova iniziativa ha un fine ultimo e si estingue al suo raggiungimento. In realtà, io credo che ci sia di più. Il cambiamento al fine del risultato lascia spazio al cambiamento al fine del cambiamento. È un viaggio sempre più profondo di esplorazione, una missione. Questo è quello che chiamo crescita personale. Non può esserci una fine perché è impossibile trovare la migliore parte di sé stessi in tutte le aree della vita. Soprattutto perché, anche quando trovi il punto di ottimo, basta poco per ricadere indietro. Così inizia una costante ricerca. Potete riconoscere queste persone dal numero di libri -e dagli argomenti- che hanno letto; dalle nuove abitudini, in costante evoluzione; dal modo di esprimersi sempre diverso.

Ma i problemi rimangono. Queste persone, anche se superano costantemente i propri limiti, migliorano, evolvono, risolvono i problemi, non sono mai pienamente soddisfatte. È proprio l’insoddisfazione alla base di tutto. Il bisogno non è definito nella realtà, ma è filosofico. È una lotta contro l’inadeguatezza dell’essere umano. È un archetipo.

In sostanza, la ricerca spasmodica è un grido di aiuto. Chi crede nella crescita personale sta chiedendo aiuto, in primo luogo a sé stesso, nell’eterna lotta contro le avversità della vita. Contro l’incapacità umana di sostenere il peso dell’esistenza. Questa, io credo, è la forma più sana di resistenza al dramma -o commedia- che è la vita. È una resistenza attiva. Invece di accettare il mondo così com’è, chi abbraccia un percorso personale è convito, nel subconscio almeno, che migliorare sé stessi sia la chiave ultima per migliorare la società e vivere meglio nel mondo.

Riconoscere la richiesta di aiuto è importante. Se anche voi siete così, prestate orecchio e ascoltate con attenzione alle persone attorno a voi. Quando sentite un grido di aiuto, tendete la mano. Domandatevi quali delle vostre esperienze possono contribuire al cambiamento del vostro prossimo e condividete. Parlate, consigliate, spronate, non giudicate e abbiate fiducia.

Il blog è nato per questo.

 

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