È l’attesa che ti frega: come smettere di pensare e iniziare ad agire

Avete mai fatto una doccia ghiacciata? Io sì, se l’avete provata anche voi sapete che ci sono due lezioni che si possono trarre dall’esperienza.

Numero uno, la prima volta è la peggiore. Il cuore ti arriva in gola e non riesci a resistere per più di qualche secondo. Ma la lezione è che se sei consistente, con la pratica le sensazioni migliorano, almeno diventano meno peggio. Resta sempre spiacevole, ma ci si abitua. Il sistema nervoso impara a gestire il dolore e acquisisce una sorta di resistenza. Ma questo post riguarda la lezione numero due.

Numero due, la parte più spaventosa è l’attesa. I momenti da quando decidi di procedere con l’acqua fredda e l’azione sono interminabili. Sono istanti in cui i processi mentali che si avviano finiscono per drenare tutte le tue energie mentali. La forza di volontà è una risorsa limitata. Quando inizi ad anticipare quello che ti aspetta, inizi anche a pensare, a dubitare, a fare una scelta, a cambiare idea, a farla di nuovo. Dovrei davvero farlo? Questo è il momento giusto? Aspetto ancora qualche secondo? Tutto questo è uno sforzo incredibile per il vostro cervello e per la vostra forza di volontà ed è in grado di piegare anche le menti più forti.

Lo stesso può dirsi di qualsiasi azione che intraprendiamo nella vita. Quanto tempo spendete a convincervi di dover fare qualcosa e quanto effettivamente a portare avanti la decisione? Scommetto che vi è già capitato di rimuginare per ore, giorni, settimane su un’azione prima di concluderla. Scommetto che quel periodo ha consumato gran parte delle vostre energie mentali. Più o meno, siamo tutti programmati per l’ “overthinking, oppure lo sono solo io e non sapete di cosa sto parlando, in questo caso potete chiudere la pagina in anticipo. Ma se vi rispecchiate nelle sensazioni che sto descrivendo rimanete con me, vorrei offrirvi una soluzione:

Girare la manopola

Sotto la doccia, anziché pensare a quello che mi aspetta ed anticipare le sensazioni, quello che ho imparato a fare è semplicemente girare la manopola verso il pallino blu. Letteralmente, tra il momento della decisione e l’azione non c’è tempo di pensare a nulla. Voglio passare al freddo, boom, acqua fredda. Nessuna voce interiore che cerca di impedirmi di passare all’atto vero e proprio. Lo spazio tra scelta e azione è minimizzato, e con esso lo stress mentale.

Ora, quello che ritengo sia l’ideale è estendere questa tecnica al resto della vita. Devo uscire di casa e non ho voglia? Devo scrivere un post ma non ho idee? Piuttosto che autoconvincermi a farlo o cercare scuse per non farlo, accendo il pilota automatico. Agire è la parola d’ordine. Quando sostituisci il pensiero con l’azione ti accorgi che effettivamente sei più produttivo, efficace ed efficiente.

Certo, è doloroso. L’overthinking non è un refuso. Per come la vedo io è un comportamento selezionato dall’evoluzione -come tutti del resto- e messo in piedi per farci risparmiare energie. Nella savana, meno sforzi si fanno, meno le calorie si bruciano, migliori le possibilità di sopravvivenza. Ma siamo animali preistorici in tempi moderni. Oggi non c’è di certo il rischio di bruciare più calorie di quante non ce ne siano a disposizione. Inoltre, le attività che svolgiamo hanno poco a che vedere, almeno direttamente, con la sopravvivenza. Scrivere questo post non è di certo necessario per avere la cena nel piatto stasera. Ma il nostro cervello preistorico non conosce la differenza, qualsiasi attività è vista sotto la lente del costo-beneficio. Dopotutto, non restereste sul divano tutto il giorno, potendo? Dopo questa disamina potete tranquillizzarvi, non siete pigri, siete animali progettati in questo modo. In altre parole, siamo programmati per cercare scuse.

Dimenticate le frasi motivazionali e gli slogan. La motivazione non esiste. Se non come stato mentale emotivo, pertanto solo temporaneo e per questo inaffidabile.

L’unica soluzione per passare ai fatti è smetterla di anticipare le scelte, smetterla di pensare e agire. Come regola, provate a fare quello che dovete fare senza pensarci per più di cinque secondi. In questo modo non darete tempo al vostro cervello di iniziare la spirale solita spirale deleteria della negazione. Fate diventare questo approccio un’abitudine e ne guadagnerete in termini di tempo, riduzione dello stress e attività concluse.

Girate la manopola

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